L’anno di vita della pianta d’olivo

e il lavoro dell’olivicoltore

Inverno

Durante i mesi invernali è proibito toccare le fronde per non aggravare gli eventuali danni di gelate. L’olivicoltore si dedica perciò alla concimazione naturale con letame bovino e ai lavori di cura dei tronchi.

Primavera: la potatura e la fioritura

Con l’arrivo dei primi tepori di fine marzo inizia il secondo grande lavoro dopo la raccolta, la potatura.
Questa attività si protrae fino ai primi di maggio e serve a dare all’olivo una forma idonea, sia ad agevolare la raccolta, sia a rinnovare i rami, eliminando quelli vecchi che hanno già prodotto.

Oggi si cerca di abbassare l’altezza degli olivi, contenendoli entro misure più abbordabili. Questo è un problema particolarmente sentito a Malcesine. Con la presenza di una altissima percentuale di alberi secolari, non sempre è possibile abbassare gli alberi, perciò notiamo oggi tanti bellissimi alberi dal punto di vista estetico, ma poco razionali e difficoltosi dal punto di vista colturale.
Anche per questo gli olivicoltori sono stati anche definiti i giardinieri del territorio malcesinese.

Dalla metà di maggio ai primi di giugno

In qualche giorno si decide il risultato di un’annata di lavoro. Troppa pioggia, troppo secco, troppo freddo, troppo caldo influiscono negativamente sull’allegagione e sulla formazione delle drupe. Già a fine giugno l’oliva deve essere grossa almeno come un grado di pepe.

Estate: la mosca

Durante l’estate il maggior impegno degli olivicoltori è la lotta alla mosca dell’oliva. Questo è un parassita molto pericoloso che nelle estati umide e piovose può determinare la perdita anche totale del raccolto.

Per meglio tutelare la qualità dell’olio e la salute della cittadinanza, viene attuata la distribuzione su tutto il territorio delle trappole ecologiche per la cattura delle mosche. La mosca viene attratta dagli odori emessi dalle buste, quando si posa, si avvelena e muore. In questo modo si evitano pericolosi trattamenti con antiparassitari.

Autunno: la raccolta

Per tradizione questa è sempre iniziata dopo le festività dei santi ai primi di novembre. Oggi però, per migliorare la qualità dell’olio, la raccolta inizia verso il 20-25 di ottobre. Per salire sugli olivi i gardesani si sono creati col passare dei secoli attrezzi particolari ed unici. Il più emblematico è sicuramente lo “scalino”.

Con l’aiuto di utensili cogli olive, le drupe vengono fatte cadere su reti o teli distesi sotto gli alberi.
Quindi, l’oliva viene portata al più presto al frantoio per la molitura.

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